ACQUISTIAMO AUTO CON BOLLI ARRETRATI AUTO con PIGNORAMENTI IPOTECHE o SEQUESTRATE

Vendo l’auto con bolli da pagare arretrati
La vendita di un auto comporta anche la regolarizzazione del pagamento del bollo, infatti potreste trovarvi di fronte ad un concessionario che ritira auto usate che vi chiede le ricevute dei pagamenti, è impensabile andare subito a pagare anni arretrati di bolli, la nostra figura si innesca subito ci accolliamo i pagamenti arretrati dei bolli paghiamo noi tutto e diamo la differenze al proprietario, in pochi minuti vendete la vostra auto con una buona valutazione e risanate la posizione dei bolli.
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Vendo l’auto ma ha il pignoramento

Un auto pignorata è sempre un grande problema, ma coloro che hanno applicato il pignoramento lo devono comunque esercitare e asportare il bene altrimenti decade l’effetto, ma approfondiamo il discorso:
Con l’auto soggetta a pignoramento, il proprietario non può più circolare e deve consegnare il mezzo all’istituto vendite giudiziarie.

Qualora l’automobile sia stata pignorata dall’ufficiale giudiziario, il debitore deve consegnarla entro 10 giorni all’Istituto Vendite Giudiziarie (IVG): se, invece, viene fermato dalla polizia a circolare con il mezzo soggetto a pignoramento, viene bloccato e l’auto “sequestrata” con tutti i documenti di circolazione. Ma la polizia non è tenuta a fare ricerche e investigazioni presso il domicilio del debitore. È quanto chiarito dal Ministero dell’Interno con una recente circolare [1]. Ma procediamo con ordine.

Come avviene il pignoramento dell’auto

Come abbiamo chiarito nell’articolo la procedura di pignoramento di autoveicoli, moto e rimorchi è ormai informatizzata: inizia con la ricerca del mezzo tramite gli archivi telematici del PRA, prosegue con la notifica al debitore di un atto di pignoramento e si chiude con la consegna dell’auto, da parte del debitore stesso, entro i successivi 10 giorni, all’IVG per la materiale vendita. Il proprietario viene spossessato del bene e, quindi, non può più utilizzarlo, almeno finché il pignoramento non si chiude (per mancata vendita dell’auto). Se poi il mezzo viene venduto all’asta, esso viene trasferito all’aggiudicatario.

Vietato circolare con l’auto pignorata

Scaduti i 10 giorni dalla notifica del pignoramento, il debitore deve consegnare l’automezzo all’IVG e non può più circolare. Se la polizia lo trova a bordo dell’auto pignorata, è tenuta a sottrargliela per portarla all’IVG. Salve le sanzioni per essere stato inottemperante all’ordine dell’ufficiale giudiziario.

Cosa può fare la polizia?

Nella circolare in commento, il ministero ha chiarito che compito della polizia stradale è solo quello di fermare le auto pignorate o soggette a fermo amministrativo che, nonostante tali vincoli, siano messe in circolazione dal proprietario. Ma non deve anche occuparsi della loro materiale ricerca – su richiesta del creditore – presso i luoghi frequentati dal debitore come la casa, il domicilio, il luogo di lavoro, il garage o l’autorimessa. Insomma, l’auto viene bloccata dalle autorità solo se trovata su strada, mentre, se lasciata nel garage, la polizia non può intercettarla e ritirarla.

Questo significa che se il debitore non consegna l’auto entro i 10 giorni successivi al ricevimento del pignoramento e, tuttavia, essa non viene messa in circolazione, la polizia – anche su richiesta del creditore – non può individuarla e prelevarla, non avendo compiti di ricerca e investigativi in tal senso.

La polizia stradale può intervenire solo se nell’ordinaria attività d’istituto trova in circolazione un mezzo gravato dal pignoramento.

Quali multe scattano per chi circola con auto pignorata?

Il debitore nei dieci giorni previsti per la consegna volontaria del mezzo può circolare regolarmente senza incorrere in alcuna sanzione. Trascorsi dieci giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento la polizia che accerta la circolazione provvede al fermo del veicolo con la sua materiale apprensione presso l’istituto vendite giudiziarie o presso un deposito autorizzato in mancanza di accordi diretti con l’istituto.

Dopo i 10 giorni, invece, può scattare il procedimento per violazione dell’obbligo dell’autorità.

Noi acquistiamo auto in fase di pignoramento o pignorate dopo aver dialogato con l’ente creditizio esattoriale o privato che lo esercita, chiaramente non asportiamo il bene a prescindere, in quanto verreste poi denunciati dall’autorità. Dopo la proposta di recupero di un auto pignorata si analizza nella prima fase l’effettiva concretezza dell’operazione, si contatta il creditore e proponiamo un pagamento, qualora costui accetti ci rilascerà la rinuncia al pignoramento.

Per informazioni contattateci ai nostri numeri 327.327.5130 – 329 911 7009

Acquistiamo e ritiriamo auto pignorate dal 2010 in poi..e auto storiche sportive per collezionisti.
Impignorabile la “prima auto” così come la “prima casa”

I paletti all’esecuzione forzata mobiliare: il pignoramento riscritto dalla riforma della giustizia.

Il problema principale degli italiani sono i debiti. E su questo non ci piove. Se poi aggiungiamo anche una notevole propensione al garantismo, ormai radicata nel loro DNA, allora il mix è esplosivo. Si è illuso chi non ha previsto il coro di polemiche generato dall’approvazione dell’ultima riforma sulla giustizia [1] con l’istituzione del “nuovo” (che, in realtà, tanto nuovo non è) pignoramento dell’automobile. E ciò perché il precedente Governo Letta era andato nella direzione diametralmente opposta: quella di una tutela esasperata del debito (almeno nei confronti di Equitalia), ponendo una serie di paletti alla riscossione esattoriale. Primo tra tutti il divieto di pignoramento della prima casa (ma anche l’intangibilità dell’ultimo stipendio accreditato in banca, dei beni strumentali dell’azienda e l’introduzione dei nuovi limiti per la pignorabilità degli ulteriori immobili).

È vero, se la rivoluzione di Letta era rivolta a fronteggiare la crisi delle famiglie nei rapporti con l’erario e con la riscossione dei tributi, la riforma della giustizia voluta da Renzi ha tutt’altra finalità: quella di dare maggiore credibilità al sistema giudiziario, garantendo processi rapidi, non strumentali e, soprattutto, efficaci. Il che ha imposto di rivisitare tutta la fase dell’esecuzione forzata, oggi vero punto debole della tutela dei diritti. E così, nell’ottica del potenziamento degli strumenti a tutela del creditore (tra cui, peraltro, la possibilità per l’ufficiale giudiziario di ( consultare l’anagrafe tributaria nella ricerca dei beni del debitore ) si è introdotta una procedura “ad hoc” per il pignoramento delle auto: sottratta, così, all’esecuzione forzata mobiliare (ove, sino ad oggi, era rimasta confinata) per darle una propria autonomia

E dunque la prima precisazione: la riforma non inventa nulla di nuovo. Il pignoramento dell’auto è sempre esistito. Ma se, in precedenza, creditore ed ufficiale giudiziario erano condannati a una caccia al tesoro, oggi tutto avviene telematicamente. In più, l’obbligo di consegnare l’automobile viene prestabilito dalla legge: il debitore ha 10 giorni di tempo dalla notifica del pignoramento per portare l’auto all’Istituto vendite giudiziarie, altrimenti scatta l’apprensione forzosa da parte della polizia

È proprio questo il punto. C’è una sola cosa peggiore di un sistema corrotto e inefficiente: uno corrotto ed efficiente. Così, se la tutela del credito (nell’opinione comune, spesso deviata dalla propaganda) viene criminalizzata, la creazione di una norma che rende l’esecuzione forzata finalmente efficiente non può che apparire, agli occhi dei più, come un demonio da combattere.

Ci sono arrivati numerosi commenti, in questi giorni, di gente inorridita dalla nuova legge. Una legge accusata di esasperare i “poveri italiani” che diventano “sempre più poveri, mentre i ricchi sempre più ricchi fanno leggi a loro favore”. E ancora c’è chi definisce “orribile e abominevole” la riforma perché ritiene che “l’auto personale di un comune mortale debba essere considerata non pignorabile al pari di un bene strumentale per l’artigiano”.

Una cosa è vera, e la suggerisce sempre un nostro lettore. L’automobile non è più un bene voluttuario come lo poteva essere un tempo, quando città e paesi erano ancora di modeste dimensioni. Oggi la maggior parte delle persone vive in centri urbanizzati assai ampi o in città metropolitane dove i mezzi pubblici sono caratterizzati dall’inefficienza, dai ritardi quando non dagli scioperi continui. “Se ad un poveraccio gli togli l’auto personale è come toglierli la vita ….. come si sposta? Come va a lavoro? Diverso è se il debitore ha molte auto… In ogni caso una gli va garantita. Un mezzo di locomozione va garantito ad ogni libero cittadino”. Si pensi a chi necessita di cure mediche e che, perciò, deve essere libero di recarsi in clinica o dal medico di famiglia. Ma anche a chi ha difficoltà di deambulazione o a chi ha tanti bambini e deve accompagnarli e riprenderli in scuole diverse, quasi mai vicine tra loro.

E poi, diciamoci la verità: nessuno è mai riuscito a recuperare il proprio credito mettendo in vendita l’auto del debitore, che, di norma, è sfruttata, vecchia e quasi sempre svalutata. Peraltro, il mercato dell’usato su internet è divenuto assai più conveniente di qualsiasi asta giudiziaria. Cosicché è assai improbabile vendere il mezzo attraverso il pignoramento. Allora, quest’ultimo assume più la forma di una sorta di “stimolo” per ottenere il pagamento “in via bonaria” che non di un vero e proprio strumento per il recupero del credito.

In ogni caso, la “prima auto” – che, a scanso di equivoci è e resta pignorabile – poteva essere equiparata alla “prima casa”: impignorabile per natura. Del resto, di eccezioni all’esecuzione forzata la legge ne ha previste diverse. Si pensi ai combustibili (necessari per un mese), le decorazioni al valore, le lettere, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli da pranzo, il frigorifero, le stufe e i fornelli da cucina. Non sarebbe allora arrivato il momento di aggiornare anche questa norma

AUTO SEQUESTRATA

Un auto viene sequestrata per infrazioni del codice della strada, come ad esempio circolare senza la copertura assicurativa, qualora inciampaste su questa problematica ahimè si è in difetto e l’organo accertatore polizia carabinieri vigili faranno il loro lavoro e percorso, l’auto senza assicurazione verrà sequestrata ma affidata in custodia al proprietario il quale ha 5 giorni di tempo per pagare un verbale di circa 750,00 presentare una rc auto valida di 6 mesi e ne richiede il dissequestro.

QUI ENTRA SEMPRE LA NOSTRA FIGURA PROFESSIONALE, interveniamo noi! Paghiamo noi il dissequestro rilasciamo noi una polizza valida ne chiediamo il dissequestro ci intestiamo la vettura diamo la differenza al proprietario.

Questo è l’unico modo e procedura che ci permette di acquistare un auto sequestrata dall’autorità.
AltrI metodi di recupero non esistono e non facciamo nulla che ci faccia cadere in reati penali.
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AUTO IPOTECATA

I chiarimenti dell’ACI sull’ipoteca legale, convenzionale e giudiziale: durata massima 5 anni; possibile anche con la negoziazione assistita degli avvocati.
Chi ha detto che i creditori si possono tutelare iscrivendo l’ipoteca solo sugli immobili? Benché siamo abituati a sentirne parlare solo con riferimento alla casa o ai terreni, l’ipoteca può invece essere iscritta anche su un veicolo. Si tratta di una possibilità non a tutti nota, specie per quanto riguarda le modalità operative, tant’è che l’ACI ha appena pubblicato un manuale con cui chiarisce termini e modalità di esercizio di tale strumento a tutela dei creditori.

A cosa serve
L’ipoteca sull’auto serve a garantire il creditore che abbia concesso un finanziamento al proprietario del mezzo.
In tal caso l’ipoteca crea un vincolo sulla cosa, ma non impedisce al proprietario sia di utilizzarla che di disporne (se la venderà o la donerà, si trasferisce anche l’ipoteca).

Modalità operative
L’ipoteca sui veicoli si costituisce mediante annotazione al Pra.
Sulla stessa auto si possono iscrivere più ipoteche: in tal caso la prima sarà detta “di primo grado”, la seconda “di secondo grado”, e così via. I creditori si soddisfano in via privilegiata sulla base del grado della rispettiva ipoteca.

Termini
Si parte dalla durata. L’ipoteca sui veicoli non può durare più di cinque anni. Le parti, però, possono stabilire una durata inferiore del vincolo; mai una durata superiore. Ovviamente vien fatta salva la possibilità, alla scadenza, di rinnovarla prima della scadenza per altri 5 anni.

Attenzione: la scadenza dell’ipoteca deve essere distinta dalla scadenza del credito. Se è vero, infatti, che l’iscrizione ipotecaria automobilistica conserva il suo effetto per 5 anni dalla sua data e tale efficacia cessa se non è rinnovata prima della scadenza del termine, il credito può anche avere una durata diversa dai 5 anni, può, ad esempio durare 6 anni. In tale ipotesi l’iscrizione dell’ipoteca al PRA riporterà una durata del finanziamento di 6 anni ma l’efficacia dell’ipoteca, in mancanza di rinnovazione, durerà solo 5 anni, e questo anche se il credito alla scadenza del quinquennio non è estinto. In pratica, trascorsi i 5 anni, il credito per il finanziamento automobilisto non sarà più assistito da ipoteca.

L’ipoteca speciale automobilistica può essere di tre tipi: legale, convenzionale e ora anche giudiziale,

Ipoteca legale
L’ipoteca legale è a favore del venditore di un autoveicolo a garanzia del prezzo o della quota di prezzo che sia stata pattuita, ma non ancora corrisposta all’atto della stipula del contratto di compravendita.
Essa si costituisce anche senza il consenso del debitore, perché prevista già dalla legge.
All’atto della sua costituzione è necessario allegare alla formalità il certificato di proprietà del veicolo.

Ipoteca convenzionale (o volontaria)
Essa viene prevista a garanzia di un credito, non necessariamente derivante dall’acquisto del veicolo. In tal caso, è necessario un esplicito accordo tra debitore e creditore (si pensi a una finanziaria per l’acquisto di un bene di consumo). Può avvenire anche con dichiarazione unilaterale del debitore, proprietario del bene, con scrittura privata autenticata o atto notarile.
Anche in questo caso è necessario presentare allo sportello il certificato di proprietà o il vecchio foglio complementare.

Ipoteca giudiziale
Come confermato di recente dalla Cassazione, è ora ammissibile anche l’iscrizione di ipoteca giudiziale sui veicoli. In particolare, ogni sentenza che condanna una persona al pagamento di una somma o all’adempimento di altra obbligazione oppure al risarcimento dei danni da liquidarsi successivamente è titolo per iscrivere ipoteca sui beni del debitore. Ciò vale anche per un decreto ingiuntivo dichiarato esecutivo.

Negoziazione assistita dagli avvocati
Oltre alla mediazione e agli altri istituti tradizionali, specifica la nota, anche l’accordo raggiunto in sede di negoziazione assistita da un avvocato costituisce titolo esecutivo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. In questo caso la mancanza del certificato di proprietà non risulterà ostativa all’iscrizione.

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La situazione non è complessa come un auto pignorata, un auto con ipoteca si puo’ vendere e noi possiamo acquistarla con regolare passaggio di proprietà ma solo dopo aver preso accordi con colui che esercita il diritto di ipoteca o prelazione, possiamo acquistare un auto con ipoteca ereditando il debito.
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