Laser, auto detector, targa system, tutti i sistemi di controllo.

Si può circolare con un auto in fermo amministrativo? Ho un auto pignorata posso recarmi al lavoro?

No ho la revisione auto posso circolare? Cosa rischio?

Andiamo in ordine gradualmente e cerchiamo di analizzare brevemente con estrema attenzione:

I carabinieri adottano il targa system, è un sistema di riconoscimento targhe progettato per le forze dell’ordine, verificano in tempo reale la mancata copertura assicurativa lo stato della revisione se il veicolo è rubato o nella banca dati delle forze dell’ordine e se presenta un gravame fermo amministrativo pignoramento o sequestro. Come funziona il software Targa System progettato per corpi di polizia locale e forze dell’ordine

Il nostro software è sviluppato sul campo direttamente a contatto con gli agenti che lo utilizzano.
I nostri punti forti sono:

  1. immagini a colori nitide, non soltato il semplice numero di targa
  2. utilizzabile con la quasi totalità delle telecamere in commercio (*)
  3. velocità di acquisizione e controllo delle targhe
  4. assistenza dedicata
  5. personalizzazione in base alle richieste del cliente
  6. rilevazione delle targhe day and night fino a 160 km/h (con telecamera da noi fornita)
  7. installabile anche sul sistema di videosorveglianza già esistente
  8. recupero dell’investimento in meno di 2 settimane (statistiche alla mano)

(*) Si fa riferimento a telecamere con determinate caratteristiche atte ad eseguire queste specifiche funzioni

modulo lettura targhe

  1. collegamento a qualsiasi telecamera con flusso video RSTP anche gia’ installate nel vostro sistema di videosorveglianza cittadino
  2. riconoscimento e archiviazione targhe con immagini a COLORI
  3. riconoscimento targhe straniere
  4. interfaccia web
  5. consente ricerche e statistiche
  6. report dei transiti per targa
  7. blacklist (*)
  8. whitelist con apertura varchi e controllo accessi
  9. esportazione dati in diversi formati
    (*) Clicca sul link per vedere un esempio di utilizzo della blacklist:
    http://www.quinewsversilia.it/non-paghi-le-multe-macchina-confiscata.htm

modulo controllo ministeriale

  1. verifica Ministero dei trasporti – veicolo: assicurato e/o revisionato
  2. verifica e segnalazione via mail alle forze dell’ordine dei veicoli rubat
  3. importazione archivi database SIVES (black list)
  4. verifica e segnalazione via mail dei veicoli segnalati su SIVES (black list)
  5. esportazione PDF dei veicoli non in regola
  6. client web per connessione attraverso tablet, smartphone e pc per elevare contravvezioni su stradard
  7. riepilogo statistiche automatico a fine servizio con invio mail a indirizzo pre impostato
  8. riepilogo statistico giornaliero, settimanale, mensile, ecc. relativo ai transiti complessivi, ed ai rilevamenti dei veicoli in infrazione
  9. stampa Automatica del 180
  10. collegamento al Db Condiviso

Database condiviso
Database condiviso. Ogni singolo Targa System installato sul territorio, dispone di un database black list condiviso che consente il dialogo real time tra tutti i sistemi Targa System attivi in Italia.

 

Visualizzazione in tempo reale
Tutti i veicoli in transito vengono visualizzati in tempo reale sul video del dispositivo. La verifica dei dati veicolo al Ministero dei Trasporti dura 2 o 3 secondi.

 

 

Facilmente trasportabile
Fornito di una comoda valigia, permette di essere trasportato in modo sicuro, ovunque, montato e collegato poi in pochi secondi dagli agenti di polizia.

 

 

Installabile in auto
La nostra cam Mobile può essere facilmente posizionata all’interno dell’auto, e grazie al WI-FI integrato non necessita di lavori di installzaione e può essere facilmente scambiata fra le pattuglie.
Informazioni dal sito targa system.it

 

 

Conclusioni: un auto in fermo amministrativo fiscale non può circolare si rischiano sanzioni da 750,00 a 2.500,00 vi contesteranno l’articolo 214 del codice della strada o il comma 8 o l’articolo 213 sempre del codice della strada

Fermi e sequestri amministrativi: nuove regole dal 01/08/2014
News 25 agosto 2014

Con circolare del Ministero dell’Interno (Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria , delle Comunicazioni e per i reparti speciali della Polizia di Stato) del 01/08/2014 Prot. 300/A/5721/14/101/20/21/4 (avente ad oggetto “Nuove procedure per l’applicazione della misura cautelare del sequestro amministrativo e della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo”) è stata emanata una direttiva, di facile (pur estremamente “coraggiosa” nel senso che deroga al codice della strada) applicazione per gli organi di polizia a competenza statale che crea però qualche difficoltà operativa agli organi di polizia locale che non hanno accesso allo SDI.
Nella circolare si afferma infatti che:
– Individuato il soggetto cui affidare in custodia il veicolo (trasgressore, proprietario o altro obbligato in solido) egli ha l’obbligo di assumere la custodia, salvo trovarsi in palese stato di ubriachezza, di intossicazione da sostanze stupefacenti o infermità mentale (e fin qui nulla di nuovo rispetto alla precedente procedura). La novità consiste nel fatto che se il proprietario non è presente al momento dell’accertamento o non è prontamente reperibile, il veicolo deve essere affidato al conducente o ad uno degli altri soggetti obbligati in solido eventualmente rintracciato (usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio, utilizzatore a titolo di locazione finanziaria cioè in regime di leasing, ecc.). È ammessa la possibilità, da parte di costoro, di delegare un terzo soggetto disponibile ad assumere la custodia.
– La disponibilità del luogo non soggetto a pubblico passaggio dove egli custodirà il veicolo, nonché l’idoneità dello stesso, non dovranno più essere oggetto di dichiarazione autocertificata. L’indicazione del luogo, qualora non immediatamente noto all’interessato, potrà essere data anche successivamente, entro tre giorni, con intimazione ai sensi dell’art. 180/8 C.d.S., e con l’avvertenza, nel verbale di contestazione o di sequestro/fermo, che non solo la circolazione ma anche la sola sosta in luogo pubblico costituirà violazione dell’art. 213/4 C.d.S., nel caso di sequestro, e dell’art. 214/8 C.d.S., nel caso di fermo amministrativo, fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali per la eventuale violazione degli obblighi di custodia.
– In sostanza, i casi previsti dalla legge in cui il veicolo sequestrato o fermato potrà essere affidato al custode-acquirente, laddove istituito, o alla depositeria autorizzata ai sensi del D.P.R. 571/1982, nelle province in cui il sistema non è ancora operativo, risultano i seguenti:
– assenza del trasgressore e obiettiva impossibilità di rintraccio del proprietario o di altro soggetto obbligato in solido;
– rifiuto, con le gravi conseguenze sanzionatorie previste dagli articoli 213/2-ter, e 214/1 C.d.S.; – soggetti che versino in stato di infermità mentale;
– misure di sicurezza detentive e prevenzione in atto;
– l’ipotesi di fermo amministrativo previsto dagli articoli 202/2-quater, e 207/3 C.d.S.
– Il veicolo sottoposto a sequestro o a fermo amministrativo può essere condotto nel luogo di custodia, che il privato ha dichiarato o che si è riservato di dichiarare, direttamente dalla persona alla quale è stato affidato, salvo che ostino motivi di sicurezza ovvero che la circolazione non sia consentita, ad esempio per le ricorrenti ipotesi della mancanza di copertura assicurativa o della patente di guida. In tali casi il veicolo vi deve essere trasportato a spese e cura del custode, che potrà avvalersi di qualsiasi altro soggetto a ciò legittimato, nell’ambito di un rapporto di natura fiduciaria o contrattuale, non necessariamente il custode-acquirente convenzionato, con possibilità di intervenire anche in ambito autostradale in deroga alla previsione di cui all’art. 175/12 C.d.S.
– Nel caso di affidamento del veicolo al custode-acquirente, l’organo di polizia deve provvedere, con il verbale di sequestro, a dare avviso scritto al proprietario o ad un altro dei soggetti indicati nell’articolo 196 ovvero all’autore della violazione che, decorsi dieci giorni, la mancata assunzione della custodia del veicolo determinerà l’immediato trasferimento in proprietà al custode, anche ai soli fini della rottamazione nel caso di grave danneggiamento o deterioramento. Per ovviare ai casi di irreperibilità del proprietario o di un altro dei predetti soggetti, il legislatore ha previsto che, ove risulti impossibile, per comprovate difficoltà oggettive, procedere alla notifica del verbale di sequestro integrato dall’avviso scritto, la notifica si ha per eseguita nel ventesimo giorno successivo a quello di affissione dell’atto nell’Albo del Comune dove è situata la depositeria a cui è affidato il veicolo. È opportuno pertanto che, contestualmente alla notifica del verbale di sequestro, integrato dell’ avviso scritto, secondo le modalità di cui all’art. 201/3 C.d.S., si proceda all’affissione dell’atto nell’ Albo del Comune in cui è situata la depositeria di modo che, qualora la notifica tentata ai sensi dell’art. 201/3 C.d.S., sia risultata impossibile, questa si ha per eseguita trascorsi venti giorni dall’affissione all’Albo e si possa dar luogo al procedimento di alienazione in tempi brevi.
– Applicazione delle sanzioni amministrative accessorie della confisca e del fermo amministrativo in conseguenza di ipotesi di reato. Il richiamo effettuato dall’art. 224 ter agli artt. 213 e 214-bis possa essere inteso nel senso che, fatta salva la sottrazione del veicolo al trasgressore sul luogo e nell’immediatezza del fatto, successivamente, previa richiesta dell’interessato, il veicolo potrà essere affidato in custodia, fino al provvedimento di confisca, al proprietario o, in sua vece, ad altro obbligato in solido, ovvero all’autore della violazione, seguendo le procedure di cui all’art. 213 laddove applicabili e fermo restando che la restituzione del veicolo è subordinata al pagamento delle spese di recupero e di custodia nel frattempo maturate”. Non appena la sentenza e il decreto sono divenuti irrevocabili, ai sensi dell’art. 648 del C.P.P., il cancelliere nel termine di 15 giorni ne trasmette copia autentica al Prefetto affinché disponga la confisca amministrativa secondo le disposizioni dell’art. 213 C.d.S. Analoga procedura è attuata nelle ipotesi di reato per le quali è prevista la sanzione accessoria del fermo amministrativo, con l’essenziale differenza, in ordine alla competenza all’adozione dell’atto, che il fermo amministrativo provvisorio del veicolo per trenta giorni e il periodo residuo, dopo la sentenza o il decreto di condanna definitivi, sono applicati dall’organo accertatore. In entrambe le ipotesi, e nei casi in cui il veicolo è stato affidato al custode-acquirente, è applicabile la procedura di cui all’art. 213/ 2-quater C.d.S., secondo la quale l’organo di polizia deve provvedere a dare avviso scritto al proprietario o ad un altro dei soggetti indicati nell’articolo 196 ovvero all’autore della violazione che, decorsi dieci giorni, la mancata assunzione della custodia del veicolo determinerà l’immediato trasferimento in proprietà al custode, anche ai soli fini della rottamazione nel caso di grave danneggiamento o deterioramento. L’alienazione del veicolo, anche in pendenza del procedimento penale o di svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai sensi degli articoli 186/ 9-bis, e 187/bis, è in questi casi la conseguenza per l’inerzia e la mancata assunzione della custodia del veicolo da parte dei soggetti obbligati. La somma ricavata dall’alienazione sarà oggetto di confisca in caso di condanna definitiva, di restituzione in caso di assoluzione o svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità.
– Attualmente, il veicolo sottoposto a fermo amministrativo che non è stato possibile consegnare al proprietario ed è affidato al custode-acquirente, non ritirato entro i successivi tre mesi dalla notifica dell’invito a farlo, si ritiene abbandonato e viene alienato a cura dell’Agenzia del Demanio secondo le disposizioni del D.P.R. n. 189/2001, conformemente alle indicazioni attuative comunicate con la circolare n. 300/A/26711/101/20/21/4 del 21 settembre 2007. Al fine di ridurre il periodo di giacenza presso il custode-acquirente si ritiene che tale procedura debba essere superata e sostituita da quella prevista dal combinato disposto degli articoli 214, comma 1, ultimo periodo, e 213/2-quater C.d.S.
– Pertanto, l’organo di polizia deve provvedere a dare avviso scritto al proprietario o ad un altro dei soggetti indicati nell’articolo 196 ovvero all’autore della violazione che, decorsi dieci giorni dalla notifica dell’invito, la mancata assunzione della custodia del veicolo determinerà l’immediato trasferimento in proprietà al custode, anche ai soli fini della rottamazione nel caso di grave danneggiamento o deterioramento. Anche in questo caso l’alienazione del veicolo, pure in pendenza di ricorso amministrativo o giurisdizionale, è la conseguenza per l’inerzia e la mancata assunzione della custodia del veicolo da parte dei soggetti obbligati. La somma ricavata dall’alienazione, detratte le spese sostenute, comprese quelle di custodia, sarà restituita, se eccedente, all’avente diritto.
– Custodia ed alienazione dei veicoli non affidati al custode-acquirente convenzionato bensì ad una depositeria autorizzata, ai sensi del D.P.R. 571/1982, nelle province in cui tale figura non è stata ancora istituita. Nelle province in cui non sono ancora stati individuati i custodi convenzionati, quando il veicolo sequestrato o sottoposto a fermo amministrativo non può essere affidato al proprietario o al conducente, si applicano le disposizioni del D.P.R. 571/1982, che stabiliscono l’obbligo di deposito presso un soggetto autorizzato inserito nell’elenco annuale formato dalle Prefetture. In tali casi, l’assenza di una convenzione con il custode-acquirente non consente il trasferimento in proprietà secondo le regole stabilite nell’art. 213/2-quater C.d.S. Tuttavia, qualora il veicolo non sia stato ritirato dal proprietario entro 3 mesi dalla notifica dell’invito a farlo, secondo le disposizioni del D.P.R. 13.02.2001, n. 189, si deve considerare abbandonato e deve essere alienato dal competente ufficio dell’Agenzia del Demanio, senza che a tal fine sia necessaria l’adozione di un provvedimento di confisca o la definizione del verbale che ha dato luogo al fermo amministrativo. Anche in questo caso, infatti, l’alienazione del veicolo deve essere ritenuta la conseguenza per l’inerzia e la mancata assunzione della custodia del veicolo da parte dei soggetti obbligati. La somma ricavata dall’alienazione, detratte le spese sostenute, comprese quelle di custodia, sarà restituita, se eccedente, all’avente diritto.
– Custodia dei veicoli immatricolati all’estero o muniti di targa EE. Qualora il conducente di un veicolo immatricolato all’estero o munito di targa EE, che ha violato una disposizione del C.d.S., non effettui il pagamento in misura ridotta e non versi la cauzione previsti dall’art. 207 C.d.S., si procede, come è noto, al fermo amministrativo del veicolo fino a quando non si sia adempiuto al versamento della sanzione o della cauzione e, comunque, per un periodo non superiore a sessanta giorni. In tali casi il veicolo è affidato in custodia, a spese del responsabile della violazione, al custode acquirente di cui all’articolo 214/bis C.d.S. Qualora si debba procedere all’applicazione del sequestro amministrativo o della sanzione accessoria del fermo amministrativo, se è già avvenuto il pagamento della sanzione o della cauzione, il veicolo è affidato al proprietario, ovvero, se questi non è presente o non è prontamente reperibile, al conducente o ad uno degli altri soggetti obbligati in solido ( o persona da questi delegata), senza che sussista più la necessità di autocertificare l’assenza di misure di sicurezza detentive o di misure di prevenzione. Il luogo non soggetto a pubblico passaggio, dove custodire il veicolo, deve trovarsi sul territorio nazionale e potrà essere comunicato all’Ufficio di appartenenza dell’organo accertatore nei tre giorni successivi se non immediatamente noto, con le generalità di un familiare o di una persona di fiducia li residente o abitante qualora l’affidatario dovesse lasciare il territorio italiano, ciò allo scopo di consentire l’attività di controllo circa il rispetto degli obblighi di custodia.
In ogni caso qualora veniste pizzicati in strada con un veicolo in fermo amministrativo fiscale oltre alla sanzione non vi è nessun sequestro. Pubblichiamo qui in seguito la lettera del ministero degli interni

Ministero dell’Interno
DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI
Direzione Centrale per l’Amministrazione Generale e per gli Uffici Territoriali del Governo

Prot. n. M/6326/50-21 All. n. 2 Roma, 25 gennaio 2008

OGGETTO: Fermo amministrativo di beni mobili registrati ai sensi dell’art. 86 del D.P.R. 602/73 e conseguente applicazione dell’art. 214, comma 8, del D.lgs. n. 285/92 (Codice della Strada).

Con nota in data 17 ottobre u.s., che si allega in copia, questo Ufficio ha sottoposto all’attenzione dell’Avvocatura Generale dello Stato perplessità e dubbi emersi in relazione alle disposizioni indicate in oggetto.
In particolare si è chiesto all’Organo legale di dirimere il contrasto interpretativo, insorto con l’Agenzia delle entrate, in ordine all’individuazione dell’autorità competente ai irrogare le sanzioni previste dal combinato disposto dall’art. 86, comma 3, d.P.R. n. 602/1973 e dell’art. 214, comma 8, d.lgs. 285/1992.
Come noto, il capo III del D.P.R. n. 802/1973 detta norme particolari in materia di espropriazioni di beni registrati, statuendo all’art. 86, comma 3, che “chiunque
circola con veicoli sottoposti a fermo è soggetto alla sanzione prevista dall’art.
214, comma 8, dei decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285” A sua volta. Il citato articolo dei codice della strada prevede testualmente che “chiunque circola con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo, “salva l’applicazione delle sanzioni penali per la violazione degli obblighi posti in capo al custode, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 656,00 ad euro 2628,00. E’ disposta, inoltre, la confisca del veicolo”.
In assenza di specifiche indicazioni, si è più volte verificato che gli organi di polizia, all’atto dell’accertamento della violazione, abbiano disposto il sequestro del veicolo, ai sensi dell’art. 213 del D.Leg. 285/1992, ed abbiano trasmesso i relativi verbali alle Prefetture, nell’erronea presunzione che, trattandosi di sanzioni previste dai codice della strada, fosse il Prefetto l’autorità competente ad adottare il provvedimento ablatorio.
In realtà, questa Amministrazione ritiene che non vi siano i presupposti per attribuire al

Prefetto la competenza ad irrogare le sanzioni conseguenti alla violazione del divieto di circolazione dei veicoli sottoposti fermo “fiscale”, non trattandosi di una vera e propria violazione delle norme del codice della strada, ma di una misura prevista a garanzia di un credito.
In data 6 dicembre u.s., l’Avvocatura Generale, auspicando comunque un intervento normativo che riordini la materia particolarmente complessa, si è espressa sulla questione.
In proposito, l’Organo legale sostiene che, nel caso di accertamento della violazione del combinato disposto dell’art. 86, comma 3, del D.P.R. n. 602/73 con l’art. 214, comma 8 del C.d.s, gli organi di polizia debbano elevare verbale di contestazione, applicando la soia sanzione pecuniaria, senza procedere al sequestro del veicolo. Gli stessi devono poi trasmettere il verbale di accertamento della violazione al concessionario delia riscossione che ha disposto il c.d. “fermo fiscale”, ai fine di consentire il pignoramento del veicolo. In ogni caso competente a valutare eventuali ricorsi di merito è ii Prefetto.
L’orientamento così espresso, seppur basato su argomentazioni non del tutto pacifiche, tuttavia, risolve, in via definitiva, dubbi e perplessità in ordine all’applicazione della sanzione accessoria della confisca, prevista dalla recente modifica dell’art. 214, comma 8, del C.d.s., nell’ipotesi di violazione dell’art. 86, comma 3, del D.P.R. n. 602/73.
Alla luce di quanto premesso, si ritiene opportuno uniformare l’attività sanzionatoria al citato parere dell’Avvocatura Generale.

IL DIRETTORE CENTRALE